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L’azione anti-cancro della Melatonina

8 gennaio 2018

IMG-WA0005 (2)Prof. Paolo Lissoni, Medico chirurgo esperto in Psiconeuroendocrinoimmunologia e in Immunoendocrinoterapia oncologica, con specializzazione nello studio della ghiandola pineale, Relatore al 2° Convegno di Oncologia Integrata , 4 Marzo 2018, Forum Monzani -Modena.

(…) L’azione anti-cancro della Melatonina (MLT) può venire aumentata dalla somministrazione concomitante di alcune piante con proprietà anti-tumorali, in particolare l’Aloe, la Mirra, la Magnolia e la Cannabis, ma la MLT rappresenta la sola molecola esistente in grado di agire su tutte le 6 fasi della progressione neoplastica:

1) pre-esistenza di uno stato di immunosoppressione (da stress, da depressione, da campi magnetici, da inversione del ritmo sonno-veglia), che determina una progressiva alterazione nel controllo psico-neuro- endocrino del sistema immunitario

2) trasformazione della singola cellula in senso neoplastico

3) alterazione delle giunzioni inter-cellulari e conseguente cambio
nella matrice inter-cellulare

4) neo-angiogenesi indotta dal cambio nella matrice inter-cellulare

5)produzione tumorale di citochine immunosoppressive

6) espressione tumorale del Fas-L, con conseguente apoptosi T linfocitaria nel caso di contatto con la cellula tumorale.

Da un punto di vista strettamente palliativo, la MLT a dosi moderatamente farmacologiche si è dimostrata efficace nel trattamento dei
seguenti sintomi della malattia neoplastica: piastrinopenia, astenia, cachessia neoplastica (per inibizione della produzione di TNF-alfa), depressione del tono dell’umore, dolore in associazione ad oppiacei o cannabinoidi, linfocitopenia e vomito anticipatorio, molto meno nella cura dell’anemia, della neutropenia, del vomito da chemioterapia e nullo nella alopecia da chemioterapia e radioterapia.

A livello sperimentale il ruolo anti-cancro della pineale e più specificatamente della MLT è noto da circa 80 anni ed a livello clinico quanto meno da quasi 50 anni, ma ciononostante il Mondo oncologico pare restare muto dinnanzi alla pineale, non solo come applicazione, ma perfino a livello di conoscenza, con le sole eccezioni rappresentate dall’URSS allorchè l’allora presidente Giuseppe Stalin nel 1947 aveva dato espressamente l’ordine di iniziare a studiare i rapporti fra pineale e cancro, dell’endocrinologo Molinatti di Torino, che nel 1954 iniziò a studiare gli effetti anti-tumorali degli estratti della pineale, del Dr Starr a Cleveland, che nel 1970 fu il primo
a studiare gli effetti anti-cancro della MLT, dopo la sua scoperta da parte di Starr attorno al 1970 ed infine dal gruppo nord-italiano- ticinese, costituito da figure quali Di Bella, Fraschini, Lissoni, Rovelli, Maestroni, Conti e Pierpaoli.

Diceva Luigi Di Bella: “La MLT non cura da sola il cancro, ma è impensabile curare il cancro senza la MLT” .

Alla luce di questi dati diventa pertanto non solo umanamente drammatica, ma scientificamente erronea e superata la distinzione fra Terapie Curative e Terapia Palliative del Cancro, dal momento che il miglior modo sia per migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici che per curare i vari sintomi è correggere le alterazioni endocrine ed immuni, presenti nel paziente oncologici ed oggi oggettivabili mediante semplice prelievo di sangue. Fino a poco tempo fa la valutazione dello stato immunitario del paziente oncologico richiedeva complesse e costose indagini di laboratorio. Recenti studi hanno invece fortunatamente dimostrato che lo stato immunitario del paziente
oncologico può venire semplicemente dedotto all’esame emocromo-citometrico dal rapporto fra linfociti e monociti (LMR), che nella norma deve essere almeno superiore a 2, correlandosi il numero dei monociti sia con il livello di infiltrazione macrofagica intra-tumorale, che stimola la proliferazione maligna, che del numero stesso dei linfociti T reg.

Ciononostante la valutazione dello stato immunitario non rientra ancora nei parametri valutativi dell’attuale Oncologia Medica. Ne consegue che concetti quali “il mettere il malato al centro” o “la personalizzazione della cura oncologica” non può ridursi alla sola relazione di empatia da avere con il paziente, né al scegliere la terapia più adeguata sulla sola espressione o non da parte tumorale di determinati markers, limitandosi pertanto a valutare il tumore e non il paziente se non come portatore passivo del suo tumore, ma devono all’opposto tradursi in una valutazione globale del paziente nella sua trinitaria identità fisico-biologica, psichica e spirituale, intendendo per analisi biologica innanzitutto l’analisi dello stato immunitario del paziente, per analisi clinica l’esplorazione del vissuto psico-sessuale del
paziente, indagabile mediante tests proiettivi quali quello di Rorshach e per indagine spirituale non la valutazione della semplice osservanza o non di una determinata religione, bensì lo stato di coscienza d’amore e fede quale affidamento all’Unità della Vita. Risulta pertanto illusorio stabilire cosa sia la qualità di vita ottimale e cosa significhi la personalizzazione della cura senza prima avere definito il tipo di
antropologia che in forma implicita sottostà sempre e comunque ad ogni atto terapeutico, se basata su una concezione negativa o positiva della natura umana, se fondata sulla natura morale e razionale dell’essere umano o su quella spirituale, se finalizzata a togliere il dolore ed a riparare o ad indurre il piacere e rigenerare il corpo e in definitiva se basata sulla armonica comunione fra Piacere sensoreo materiale e gioia spirituale vivendo il Piacere come esperienza dello Spirito, dal bicchiere di vino all’amplesso sessuale, o all’opposto sulla antitesi fra sensibilità spirituale e piacere erotico-sensoriale. Le due tematiche della Spiritualità e del Piacere devono pertanto avere accesso nella gestione clinica del paziente oncologico.

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La cannabis può aiutare nella cura dei tumori? Da uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori italiani sembra proprio di sì.

7 dicembre 2017

Canapa_Oggi_Unicam_Massimo_Nabissi_ricercatore-768x538Il dottor Massimo Nabissi, ricercatore del gruppo di Patologia ed Immunologia dell’Università di Camerino, (che sarà relatore al 2° Convegno di Oncologia Integrata di Modena, il 4 Marzo 2018), si è occupato insieme al suo gruppo di ricerca di effettuare studi pre-clinici su glioblastoma e mieloma, studiando in particolare le combinazioni terapeutiche fra cannabinoidi e chemioterapici con gli eventuali effetti terapeutici o i possibili effetti tossici.

A livello pre-clinico i dati sono stati molto entusiasmanti perché hanno evidenziato che i cannabinoidi agiscono sia da soli sia in combinazione con i chemioterapici. In combinazione si ottiene un effetto antitumorale maggiore rispetto a quello riscontrato con i chemioterapici utilizzati da soli, suggerendo che una terapia combinata possa avere maggiori effetti rispetto alla terapia con i soli chemioterapici e permetterebbe di ridurre la dose dei chemioterapici stessi.

Visti i risultati incoraggianti, lo studio è stato poi portato avanti dalla OWCP (One World Cannabis Pharmaceutical), un’azienda farmaceutica biotech israelo-americana, che ha deciso di avviare la prima sperimentazione al mondo con cannabinoidi su pazienti affetti da Mieloma Multiplo, in collaborazione con il Sheba Academic Medical Center.

Sulla  rivista Oncotarget, uno studio clinico della GW Pharmaceuticals su 21 pazienti affetti da glioblastoma multiforme ha evidenziato che, grazie ad un trattamento combinato di Thc e Cbd per un anno i pazienti hanno avuto una percentuale di sopravvivenza dell’83% rispetto al 53% del placebo, con una differenza quindi del 30%.

Nonostante tutto questo in Italia l’informazione divulgativa riguardante la Cannabis terapeutica rimane ancora a un livello superficiale e spesso poco scientifica. C’è chi continua a sostenere che somministrare Cannabis per uso terapeutico equivalga a drogare i pazienti, senza considerare che esistono già diversi farmaci come le benzodiazepine, la morfina o gli oppiacei, che possono  causare dipendenza fisica e psicologica. Mentre per i farmaci cannabinoidi non viene mai indicata la dipendenza fisica e psicologica nelle possibili contro-indicazioni.

Puoi trovare il programma completo del Convegno sul sito:

http://www.360gradieventi.info/convegno-oncologia-integrata-4-marzo-2018-modena/programma/

Le iscrizioni sono già aperte! (http://www.360gradieventi.info/convegno-oncologia-integrata-4-marzo-2018-modena/acquista-il-biglietto/)

Il consumo quotidiano di tè sembra proteggere dal rischio di declino cognitivo

6 maggio 2017

Secondo uno studio condotto dal Prof. Feng Lei del Dipartimento di medicina psicologica presso la National University of Singapore’s (NUS) Yong Loo Lin School of Medicine, il tè sembra in grado di ridurre il rischio di sviluppare negli anni della vecchiaia disordini neuro-cognitivi.
Secondo le attuali conoscenze, questo beneficio a lungo termine del tè, sarebbe dovuto ai componenti presenti nelle foglie, come catechine, teanine, teaflavine, tearubigine, che hanno un potenziale antinfiammatorio e antiossidante e altre proprietà  che possono proteggere il cervello dal danno vascolare e neuro-degenerativo.

Secondo lo studio che ha coinvolto 957 cinesi anziani dai 55 anni in su, si è scoperto che il consumo regolare di tè riduce del 50% il rischio di declino cognitivo, mentre i portatori di Apolipoproteina E (ApoE) che sono geneticamente a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, possono giungere fino a una riduzione dell’86% del rischio di declino cognitivo. Il gruppo di ricerca avrebbe scoperto  che il ruolo neuro-protettivo del tè non è limitato solo a un particolare tipo di tè – verde, nero, oolong – purché le foglie siano state sottoposte a fermentazione.

Il gruppo di ricerca ha pubblicato i propri risultati nel December 2016 sulla rivista scientifica The Journal of Nutrition, Health & Aging.
(Science daily, March 16, 2017)

Convegno di Oncologia Integrata 5 Marzo 2017 a Modena

16 dicembre 2016

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PROGRAMMA

  • ORE 9.30 APERTURA LAVORI – MODERATORE: Claudia Benatti. giornalista professionista, laurea in giurisprudenza, scrive per la rivista Terra Nuova.
  • ORE 10.00 Daniela Muggia – Dalla diagnosi in poi, gli errori comunicativi e le sofferenze superflue che è possibile evitare: se le conosci, le eviti. Premio Terzani 2008 per l’Umanizzazione della Medicina. Istruttore di meditazione, ha messo a punto il metodo ECEL che insegna in ospedali, hospice e master in cure palliative, per addestrare il personale a questo approccio. Quello svoltosi nel 2010 in un reparto di terapia intensiva cardiochirurgica di Parma è diventato Progetto-pilota per l’umanizzazione e la dignità della persona nelle Terapie Intensive della Regione Emilia Romagna.
  • ORE 10.50 Dott.ssa Maria Rosa Di Fazio – Ridurre gli effetti collaterali dei trattamenti oncologici (Chemioterapici/Radioterapici) e innalzare le difese immunitarie tramite la chemioterapia soft secondo il metodo del Prof. Lagarde. Medico specializzato in Oncologia, è responsabile del servizio di Oncologia Medica (Day Hospital e Ambulatorio) del centro SH, Health Service di San Marino.
  • ORE 11.40 Dott. Ivano Hammarberg Ferri – Tumori e sistema immunitario: come sostenere il malato oncologico con la microimmunoterapia . Medico chirurgo, specialista in oncologia, omeopatia e omotossicologia. È anche palliativista e docente AIOT in omeopatia e omotossicologia, professore presso la scuola di counseling, presso l’Università La Sapienza di Roma.
  • ORE 12.30 – 14.00 PAUSA PRANZO
  • ORE 14.00 Dott.ssa Monica Di Lupo -La Micoterapia, come terapia di collegamento PNEI, nella cura e nel sostegno del paziente oncologico in trattamento integrato. Medico chirurgo, specialista in Medicina dello sport. Ecografia muscolo-scheletrica e traumatologica, esperta in micologia farmaceutica e Micoterapia, Omeopatia e Omotossicologia, Medicina Funzionale e Integrata, Oncologia Integrata.
  • ORE 14.50 Franco Cracolici – Agopuntura in Oncologia e Leniterapia: esperienze nell’ospedale di medicina integrata di Pitigliano -Grosseto e oltre. Medico Agopuntore, Direttore della Scuola di Agopuntura Tradizionale Cinese della Città di Firenze. Docente di medicina tradizionale cinese in varie Università, insegna anche oncologia integrata all’Università Marconi di Roma, E’ tutor di Agopuntura presso l’Ospedale di Medicina Integrata di Pitigliano, Responsabile Toscana SIPNEI (Societa’ Italiana psico-neuro-endocrino-immunologia). Responsabile Tavolo Agopuntura ARTOI (Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate).
  • ORE 15.40 Dott. Paolo LIssoni – Terapia anticancro con ormoni della pineale. Medico chirurgo esperto in Psiconeuroendocrinoimmunologia e in Immunoendocrinoterapia oncologica, attivo sia in ambito clinico che sperimentale, con specializzazione nello studio della ghiandola pineale.
  • ORE 16.30 Dott. Roberto Rinaldini – Laser Terapia Biologica Endovena. Medico chirurgo con specialità in medicina interna, psicologia e sessuologia, e omeopata costituzionalista,
  • ORE 17.20 Gioacchino Pagliaro – La meditazione in oncologia. Psicologo Psicoterapeuta. Direttore dell’Unità Operativa di Psicologia Ospedaliera del Dipartimento Oncologico dell’Ausl di Bologna.
  • ORE 18.30 chiusura lavori

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Un rimedio della nonna come prevenzione per raffreddori, tosse e influenza

20 novembre 2016

aesculus_ng5E’ dall’anno scorso che una coppia di cari amici mi regala delle castagne matte di ippocastano, affermando che proteggono contro i malanni stagionali dell’inverno….

Ho sempre conosciuto l’ippocastano come ingrediente di creme in aiuto per cellulite,  vene varicose, emorroidi, ecc. Le sue proprietà curative  sono dovute al contenuto di escina, un antinfiammatorio naturale che migliora il drenaggio linfatico, riduce la permeabilità capillare e aumenta la pressione venosa.

Facendo una ricerca per capire da dove derivi invece questa  affermazione di sue proprietà miracolose, scopro che le nonne consigliavano di tenerne sempre una in tasca o nella borsa in modo da tenere lontano i malanni autunnali, come il raffreddore e la tosse, o di metterle nel cassetto in camera come protezione,

Le   “castagne matte” come vengono chiamate, se assunte in dosi massicce sono tossiche, ma in passato venivano utilizzate dai turchi per curare i loro cavalli affetti da bolsaggine e da questo uso probabilmente origina il nome di ippocastano, cioè castagna dei cavalli.

Ma serve davvero portare una castagna matta  in tasca contro il raffreddore? Io dall’anno scorso non ne ho mai preso uno, nonostante sia soggetta spesso a tosse e raffreddori ricorrenti!… Lo sto scrivendo con le dita incrociate… ma perchè non provare?????

P.s. ogni anno le castagne vanno cambiate con quelle nuove !

La pulizia energetica degli ambienti e delle persone

4 novembre 2016

Mi viene spesso chiesto come fare a ripulire energeticamente gli ambienti e proteggere se stessi da energie indesiderate.

Esistono varie soluzioni tutte valide, che possono essere utilizzate da sole ma anche combinate insieme. Qui espongo le più semplici, ampiamente sperimentate e certe nei risultati.

Risultati immagini per sale marino1/ Per pulire un locale da energie negative, si può utilizzare il sale dell’Himalaya ma anche normale, meglio se non raffinato,  metterlo in cinque ciotole, quattro negli angoli della stanza ed una al centro del locale. E’ importante che la confezione utilizzata sia nuova e chiusa in modo che non abbia già assorbito le impurità presenti nell’ambiente.  Dopo 24 ore il sale va buttato via, e si può ripetere eventualmente l’operazione per altri 7 giorni. Si può mettere anche una ciotola di sale sotto al letto all’altezza della testa, in modo da togliere le impurità e le energie negative relative alla persona . Il sale va sempre gettato rigorosamente nel water, per  eliminare così simbolicamente i nostri problemi attraverso lo scarico dell’acqua. Utile per fare una pulizia energetica della casa, valido  per chi si trasferisce in una nuova casa abitata in precedenza,  se sono presenti persone malate, se sono accaduti litigi o sentiamo energie negative e pesanti intorno a noi. Ogni volta che appoggio una ciotola  ripeto mentalmente per tre volte “con questo sale ripulisco questa stanza  da ogni energia negativa  e porto benedizioni, pace, armonia e amore”

Risultati immagini per smudging2/Smudge (fumigazioni).  Ho sentito dire che il fumo di determinate erbe purificatrici abbia la proprietà di aggrapparsi alle energie negative e di rimuoverle dall’ oggetto o dalla persona desiderata. Che questo sia vero non saprei; ma ciò che conta è che dopo averlo usato si noterà certamente un netto miglioramento di se stessi o della zona dove viene utilizzato. Personalmente, io uso la salvia bianca, ma sentitevi liberi di sperimentare anche con lavanda, pini e cedri (gli indiani d’america nelle loro misture per i cerimoniali di purificazione utilizzavano il ginepro virginiana). Ne esistono di bastoncini già pronti,  fatti di foglie arrotolate miste. Indirizzate il fumo con la mano o ancora meglio con una piuma verso oggetti, verso gli angoli della casa, verso la propria persona, in modo che la fumigazione possa raggiungere bene ogni angolo e ripulire dalle energie negative.Le fumigazioni all’interno delle abitazioni andrebbero fatte sempre con la luce del sole, mai dopo il tramonto e mai di sabato, domenica o nei giorni festivi. Sono inoltre consigliate tra la luna piena e la luna nuova, cioè in luna calante. Va fatta a finestre chiuse, ma dopo arieggiare bene la stanza per far uscire le energie negative liberate. La stessa operazione può essere fatta con bastoncini d’incenso puri e naturali (ottimi quelli tibetani).

 

Risultati immagini per oli essenziali3/ Bruciare oli essenziali

  • ginepro: per ripulire il corpo fisico e aureo o i locali, dalle energie negative accumulate soprattutto attraverso le persone con cui non ci sentiamo in sintonia, che sentiamo negative o malevole ( anche contatti avvenuti su mezzi pubblici o luoghi affollati). Può diventare il nostro bagno rituale dopo che abbiamo contattato energie non desiderate: bastano due gocce sui palmi delle mani   e andare a spalmare e a passarle a breve distanza dal nostro corpo energetico, sull’aura. Importante che ogni accarezzamento scenda verso il basso, verso terra fino a toccarla per portare via le energie negative e lasciarle trasformare e purificare dalla terra.  Ottimo da utilizzare anche con il fiore di Bach Crab Apple. Il ginepro si usa anche con il vaporizzatore o con il fornellino per oli essenziali per purificare gli ambienti da energie indesiderate. Ottimo quando si trasloca in una nuova casa o se è accaduto qualcosa di spiacevole all’interno di una stanza.
  • lavanda: per pulire ambienti da energie negative, anche nel caso in cui ci siano stati malati
  • rosmarino: protettore psichico, utile da utilizzare fin dal mattino prima di esporsi alle influenze del mondo esterno. Utile anche per proteggere la casa, nel Medioevo veniva usato bruciando dei ramoscelli secchi per scacciare gli spiriti maligni dalle persone e dalle case. Ottimo da abbinare insieme al fiore di Bach Walnut come protettivi.

 

Risultati immagini per om4/Recitare mantra di purificazione se se ne conosce qualcuno e se si è stati iniziati da un Maestro, o semplicemente cantare la OM  con la propria voce, o tramite l’utilizzo di un file già registrato oppure utilizzando il suono delle campane tibetane. Il potere vibratorio della OM pulisce e riequilibra sia la stanza che la persona che lo canta. Si può protrarre anche per mezz’ora o più. Buona pratica da fare anche il 1 giorno dell’anno o nei giorni energeticamente più importanti dell’anno: equinozi, solstizi, pasqua, natale…

 

Cosa accade al corpo della donna durante la menopausa secondo la MTC

19 aprile 2016

Ecco un mio articolo apparso su Movemens di Settembre 2015, un progetto ideato da Tessa Testini.

donna1La vita è un continuo mutamento, e la menopausa non è altro che uno di questi cambiamenti naturali, un passaggio fisiologico, un momento nel quale il corpo e le energie della donna si riorganizzano completamente.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese la vita della donna viene scandita in cicli di 7 anni (8 per l’uomo). Intorno ai 14 anni arrivano le prime mestruazioni, tra i 21 e i 28 anni vi è il momento di massimo sviluppo della donna, intorno ai 35 anni comincia a diminuire la funzionalità della Milza (che controlla anche i muscoli, quindi a partire da questa età cominciamo a percepirne il loro cedimento e la comparsa delle prime rughe) e a rallentare anche la produzione di Sangue. Nel periodo fertile il sangue in eccesso viene riversato fuori dal corpo tramite le mestruazioni, durante la gravidanza serve come nutrimento per il feto, durante l’allattamento si trasforma in latte e serve per l’allattamento, poi ritorna, finito l’allattamento, a riversarsi esternamente tramite le mestruazioni.
Il flusso mestruale serve anche come rilascio emozionale attraverso il sangue. Le persone che hanno difficoltà a rilasciare le proprie emozioni, più frequentemente soffrono di sindrome premestruale, e potranno avere molti più disturbi in menopausa, quando questa liberazione di emozioni viene meno. Rimanendo imprigionate all’interno del corpo peggiorano lo stato di salute generale facendo insorgere disturbi quali depressione, irritabilità etc.
Verso i 49 anni, siamo costrette ad attingere dalle nostre scorte di Energia Prenatale, quella sorta di “conto bancario” che ci hanno donato i nostri genitori alla nascita e che viene custodito “nella banca” dei Reni.
Se la nostra vita è regolare e sana e apportatrice di Jing Postnatale, riusciremo a vivere senza intaccare prima del tempo i nostri risparmi, che vengono utilizzati solo in caso di forte necessità: malattie, forte stress, vita sregolata, parti ravvicinati o durante l’invecchiamento. Il Jing (essenza, estratto) è formato da quello prenatale, derivante dai genitori, e quello postnatale, derivante dagli alimenti, dalla respirazione e dal nostro stile di vita. L’essenza prenatale, nutrita da quella postnatale, controlla la crescita, la formazione e la nutrizione di tessuti come ossa, denti, capelli, cervello e midollo, presiede alla maturazione sessuale e alla riproduzione, partecipa alla formazione dell’energia e del sangue, ed è responsabile dei cicli di 7 e 8 anni.
Il depauperamento del nostro fondo di risparmio, diventa quindi più o meno inevitabile dopo una certa età, e va a compromettere il funzionamento corretto di alcuni sistemi, come quello nervoso, genitale e osteomuscolare, che comportano la comparsa dei sintomi tipici della menopausa: osteoporosi, perdita della memoria, vampate di calore, secchezza delle mucose, attacchi di sudore, sbalzi di umore, insonnia. Nonostante, pare che circa il 65/70% delle donne soffra di alcuni disturbi dovuti alla menopausa, non è detto che sia d’obbligo soffrirne e questo dipende anche da quanto noi abbiamo nutrito o depauperato il nostro conto bancario durante la vita e da quanto abbiamo nutrito il nostro lato Yin, il femminile, la passività, l’intuitività l’interiorità. Le donne che hanno una personalità molto Yang, più maschile, forte, attiva, esteriore, avranno per natura più difficoltà quando la loro parte Yin si manifesterà maggiormente in menopausa causando vari problemi psicosomatici.
La menopausa, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, rappresenta lo sforzo del nostro organismo per rallentare il processo di invecchiamento. L’energia che prima veniva utilizzata per garantire un adeguato ricambio di Sangue, perso poi con le mestruazioni, ora può essere utilizzata in modo differente dal nostro organismo per ristabilire un nuovo equilibrio.
Se conosciamo il cambiamento che è in atto, lo assecondiamo, apportiamo modifiche alle nostre abitudini passate di vita, e attraversiamo questo cambiamento in modo meno drastico. Sarebbe il momento di pensare ad una vita più parca con una alimentazione migliore e di minore quantità, riducendo le abitudini voluttuarie e svolgendo un’attività fisica costante. Sono consigliate le ginnastiche energetiche cinesi come il Qi Gong, il Tai Chi, lo stretching dei meridiani, lo Yoga che nutrono l’energia vitale e portano alla introspezione.
Con la menopausa il corpo diventa in generale più caldo, secco, irrequieto, quindi occorre evitare tutto ciò che esaspera questi sintomi.
In generale sono consigliati cibi vitali (e non solo in questa fase della vita). La maggiore essenza o vitalità, la troviamo nell’alimento fresco e integrale. Più un alimento è ricco di questa forza vitale e più noi riusciamo a estrarre nuova essenza per reintegrare quell’energia prenatale che ci è stata donata dai nostri genitori. Alimenti ricchissimi di questa energia sono tutti quelli costituiti da cellule capaci di riprodursi, come le uova fecondate, o i germogli, che crescono sviluppandosi in piante. L’ essenza vitale di ogni alimento si riduce man mano che l’alimento perde freschezza, o subisce processi di conservazione, raffinazione e trattamenti antiparassitari: pur conservando le altre proprietà nutritive, l’alimento non trasmette più “vitalità”. Per questo è importante che l’alimentazione quotidiana privilegi per quanto possibile cibi freschi, non esotici ma cresciuti nello stesso ambiente climatico in cui viviamo, raccolti alla giusta epoca di maturazione, senza forzature, concimazioni chimiche e conservanti.
In questa fase della vita saranno da prediligere gli alimenti neutri e di natura fresca che nutrano l’aspetto Yin dell’organismo: uva, mele, pere, anguria, ananas, prugna, lattuga, crescione, spinaci, cavolo, cetriolo, tofu.
Via libera anche ai cibi neutri o delicatamente tiepidi come il riso e il pesce che preservano lo Yin.
Sono assolutamente da EVITARE cibi piccanti e caldi che favoriscono lo sviluppo di calore e l’ascesa dello Yang: peperoncino, arance, pomodori, vino rosso, zucchero bianco, proteine animali (sconsigliate soprattutto alla sera perché potrebbero aumentare le vampate, portare agitazione notturna e insonnia). Da evitare anche i cibi amari e caldi (come il caffè) perché l’amaro è disseccante e quindi lede lo Yin.
La cottura dei cibi deve diventare più leggera, vanno bene quella a vapore, oppure saltare leggermente i cibi con poco olio.
Dobbiamo aver cura di bere tanta acqua calda e/o tisane per ovviare i sintomi della pelle secca, bruciori di stomaco, male alle articolazioni. L’acqua calda risveglia l’intestino, curando stitichezza cronica e secchezza, è un dono per lo stomaco, distende le sue pareti e viene rapidamente ed integralmente digerita, penetra più facilmente nei tessuti, e arriva a sciogliere le tossine che si sono depositate più in profondità.
Molti problemi legati alla menopausa sono da ricondurre anche ad un fisiologico calo degli estrogeni.
Dal punto di vista dell’alimentazione possiamo introdurre i broccoli, i cavoli, la soia ricca di fitoestrogeni, anche sotto forma di bevanda, zuppa di miso (ricca anche di sali minerali ed enzimi) o tofu (alimento che tende anche a rinfrescare), facendo attenzione che sia biologica per non incorrere nella frequente soia ogm.
Anche le cause dell’osteoporosi sono da ricercare nella carenza di estrogeni, ma anche nell’alimentazione e nello stile di vita sbagliato che negli anni hanno acidificato l’organismo, nella mancata esposizione al sole che aiuterebbe a fissare meglio il calcio sulle ossa e nella carenza di movimento che spesso avviene con l’avanzare dell’età. Se non c’è carico fisico prolungato, il corpo non ritiene opportuno “investire” il calcio nelle ossa. Per questo è importante anche l’attività fisica.
È importante evitare tutti i cibi che acidificano il sangue e che non permettono una corretta metabolizzazione del calcio come: pomodoro, caffè, cioccolata, alcolici, fumo, zucchero bianco, farinacei raffinati (pane bianco, pasta bianca, prodotti da forno), latte e suoi derivati.
Senza dubbio il latte è ricco di calcio, ma è adatto al vitello e non all’uomo, non è in un giusto equilibrio ad esempio col fosforo, e la pastorizzazione lo rende indigesto, e acidifica il nostro organismo. Porta alla formazione di grassi non digeriti sotto forma di calcificazione dei vasi sanguigni, cisti, calcoli, o produzione enorme di muco in tutte le cavità: naso, bocca, orecchie e vagina.
Il calcio lo possiamo trovare in una forma meglio assimilabile in questi alimenti: soia, miglio, grano saraceno, quinoa, riso integrale, frutta secca: fichi secchi datteri, uvetta, legumi (ceci, fagioli neri), semi oleosi, verdure (broccoli, cavoli, foglie rapa, prezzemolo, tarassaco), alghe (soprattutto hiziki, kelp e wakame), thè kukicha ricco di sali minerali e di calcio, o anche il thè roibos, un ricchissimo antiossidante proveniente dall’Africa meridionale, ricco di vitamina C, calcio, magnesio, potassio, ferro.
Termino con questo detto cinese che avevo letto da qualche parte e non ricordo a chi appartiene, ma che ritengo di una importanza fondamentale: “La donna da bambina deve piacere ai genitori, da adulta deve piacere al marito, almeno in questa fase della vita (la menopausa) può e deve piacere a se stessa!” La donna in menopausa può finalmente portare l’attenzione su di sè, sul proprio corpo, volersi bene, ascoltarsi e coltivare la propria interiorità e spiritualità. E con questo auguro una buona rinascita a tutte le donne in menopausa o vicine a questa nuova primavera della vita.

Claudia Boni

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