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Sonniferi: non sempre migliorano la qualità del sonno

5 novembre 2011

L’uso prolungato delle pillole per dormire può essere dannoso: le benzodiazepine, come si chiamano le sostanze più spesso contenute nei sonniferi, non dovrebbero mai infatti essere prese di fila tutti i giorni per più di tre mesi, altrimenti rischiano di disturbare il sonno invece di favorirlo

LO STUDIO – «La qualità del sonno, in genere, col passare degli anni tende naturalmente a peggiorare» spiega Sarah Gabrielle Beland, ricercatrice canadese che ha affrontato la questione in un  articolo pubblicato sull’International Journal of Geriatric Psychiatry, «e per questo sono molti gli anziani che si affidano a una pillola per dormire meglio: in Canada uno su quattro. I dati però ci dicono che oltre l’80 per cento di queste persone, nonostante la cura, continua a riferire disturbi del sonno».
Difficile però capire quale sia la causa e quale l’effetto: il nonno non rinuncia alla pastiglietta perché altrimenti non riesce a dormire o paradossalmente finisce con l’essere proprio il farmaco a peggiorare la sua situazione? «Per cercare di rispondere a questa domanda abbiamo esaminato i dati raccolti nel corso di un’indagine condotta nella provincia del Quebec su un campione di ultra65enni chiamata Seniors’ Health Survey (ESA)» prosegue la studiosa. «Il peggioramento della qualità del sonno nel giro di due anni era maggiore tra chi usava da molto tempo le benzodiazepine rispetto a chi le aveva prese solo per poco» dichiara Beland, prima firmataria dello studio.
Fonte: Maria Rosa Valetto corriere.it  –

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