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Uno studio rivela che assumere sempre i sonniferi non migliora la qualità del sonno

7 luglio 2018

L’uso prolungato delle pillole per dormire può essere dannoso: le benzodiazepine, come si chiamano le sostanze più spesso contenute nei sonniferi, non dovrebbero mai infatti essere prese di fila tutti i giorni per più di tre mesi, altrimenti rischiano di disturbare il sonno invece di favorirlo. La qualità del sonno è noto che tenda naturalmente a peggiorare con l’età ed è per questo che  molti anziani si affidano alle pillole per dormire. Nonostante questo i dati dicono che l’80% di queste persone continuano a riferire disturbi del sonno.
Secondo un’indagine condotta nella provincia del Quebec su un campione di ultra 65enni chiamata Seniors’ Health Survey (ESA), Il peggioramento della qualità del sonno nel giro di due anni era maggiore tra chi usava da molto tempo le benzodiazepine rispetto a chi le aveva prese solo per poco.

A volte basterebbe semplicemente cambiare la disposizione dei mobili della camera da letto, o utilizzare ai primi segnali di insonnia dei rimedi naturali, o ancora trovare modalità di rilassamento come il training autogeno, lo yoga, la meditazione prima di coricarsi…. ma mai aspettare che sia troppo tardi prima di provare delle vie alternative.

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Nuove frontiere della medicina: il corpo che cambia, l’estetica in oncologia.

27 giugno 2018

La tossicità cutanea  dovuta alle terapie oncologiche è una condizione che si presenta di frequente. Spesso, infatti, chemioterapia e radioterapia portano a danni seri ed evidenti quali la perdita dei capelli e di sopracciglia, secchezza della cute, infiammazioni  che si evolvono in vere e proprie ustioni della pelle, deterioramento delle unghie, disturbi ormonali.

Grazie alle nuove terapie, fortunatamente  oggi il 60% dei pazienti oncologici sopravvive alla malattia, e occorre quindi anche imparare a vivere insieme a un corpo che cambia, e a una immagine di sè trasformata, da qui nasce la necessità di un nuovo  approccio polispecialistico.

Ecco perchè sempre più spesso alle terapie antitumorali vengono affiancate anche le cure estetiche,  ponendo  maggiore  attenzione agli effetti collaterali derivanti dalle cure, e integrando l’uso di antiossidanti, integratori mirati e gestione della pelle e degli annessi con prodotti dedicati che salvaguardano la salute .

Sono nati negli ultimi anni  operatori specializzati e  beauty farm dove personale formato e competente insegna alle pazienti oncologiche piccoli trucchi per contrastare gli eventuali effetti collaterali estetici causati dai farmaci, un modo per curare globalmente il malato e non solo la malattia. Molti studi scientifici infatti ormai sono d’accordo nell’affermare che vi è una maggiore  possibilità di recupero e di sopravvivenza  per  tutte quelle persone che sono più positive e ottimiste e che non rinunciano alle relazioni sociali, agli impegni e alla cura della propria persona.

Il 1° Congresso nazionale di Oncoestetica dal titolo “La cultura Estetica in Oncologia : attualità e prospettive” che si terrà a Modena il 28 Ottobre 2018, rivolgendosi in modo particolare ai medici e caregivers professionali  dell’area oncologica, estetiste, parrucchieri e malati oncologici, sarà un interessante momento di confronto e di formazione in un area importante ma ancora troppo scarsa di informazioni.

 

Per maggiori informazioni: http://www.congressoncoestetica.it

Come migliorare la performance del nostro cervello

27 giugno 2018

mengoniArticolo tratto da Crudo stile Magazin 

di Marilù Mengoni, relatrice al Convegno del 30 settembre CIBO SALUTE FELICITA’

Molti di noi non sanno che ciò che assumiamo con gli alimenti influenza direttamente il nostro cervello, ovvero che quello che mangiamo agisce sulle nostre funzioni cerebrali: così troppo spesso ci rimpinziamo di cibo-spazzatura e non teniamo conto degli effetti che questo può avere sulla nostra performance psico-fisica. Vi è mai capitato di avere la mente annebbiata, o di non riuscire a ricordare il nome di qualcuno appena conosciuto, o ancora di trovarvi un una stanza e non ricordarvi il motivo per cui ci eravate andati? Se questo accade saltuariamente, magari perché distratti da  qualche pensiero, può andare, ma se vi capita spesso e se questo vi fa preoccupare, ciò significa che il vostro cervello non sta lavorando al top e che, se non correte ai ripari, il malfunzionamento può andare avanti e ritrovarvi dal dire “Ma perché sono qui?” al “Ma che stanza è questa?”.

Quali sono dunque le regole per tenere il nostro caro organo intellettivo  pulito e in forma? Intanto evitare tutti i non cibi che lo intossicano e dirigersi verso un’alimentazione sana e nutriente. Ricordate che l’infiammazione che pervade il corpo a causa di eccessi e cibo sbagliato, si diffonde anche nel cervello, causando problematiche a livello delle sue importanti cellule: i neuroni. Un nutriente importante per questi è rappresentato dagli acidi grassi insaturi: buono per le delicate membrane cellulari dei neuroni  è l’olio di oliva, un acido grasso monoinsaturo, ma ancor più lo sono gli acidi grassi polinsaturi, come quelli presenti nell’olio di lino o di canapa per fare alcuni esempi. Da evitare sono invece i grassi saturi, presenti nei “cibi” animali, ma anche quelli cosiddetti “trans”, come quelli presenti nelle margarine, i quali hanno subito un processo di “idrogenazione”, che fa sì che materie liquide diventino solide; in questo passaggio però la preziosa struttura della molecola viene alterata, passando dalla forma cis, biologicamente attiva, a quella trans che è invece dannosa per il funzionamento della cellula.  Nocivi sono poi anche gli oli cotti, perché anche in questo caso la molecola degli acidi grassi si trasforma, per cui è sempre meglio aggiungere l’olio a fine cottura. Se persistiamo nell’assumere i grassi deleteri per il nostro cervello, questi andranno a posizionarsi nelle membrane cellulari al posto di quelli buoni, rendendole rigide ed accelerandone l’invecchiamento.

Altri cibi o bevande “no” sono tutti i super-raffinati pasta/pane e pizza, l’alcool, le bevande gasate e zuccherate.  Attenzione poi al caffè:  un uso eccesso di caffeina, secondo recenti studi,  ha un’incidenza negativa sull’umore, favorendo stati di ansia, nervosismo, depressione ed insonnia.

Che cosa introdurre dunque nella nostra dieta, oltre agli oli buoni sopra citati,  per mantenere il nostro cervello in buono stato o per migliorarne la performance?

E’ ormai provato che un’alimentazione naturale ricca di verdure crude,  frutta, cereali integrali “vivi” (riso integrale, farro e orzo non perlati, avena, miglio, per citarne alcuni), semi oleosi (mandorle, noci, semi di zucca) e legumi,  aiuta a mantenere alta l’energia psico-fisica ed il tono dell’umore.

Ma ecco qui qualche idea per migliorare la performance del vostro cervello:

  • consumate mirtilli, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolfiori, zenzero, mele, anguria, verza, lattuga, melone, pinoli;
  • introducete estratti di frutta e verdura freschi tutti i giorni: sono un carico naturale di vitamine, minerali ed energia;
  • tutte le verdure verdi a foglia, ricche di clorofilla, sono utili per rendere il nostro cervello sveglio e felice.

Non dimentichiamo poi di sostentare le nostre cellule anche con ossigeno: una passeggiata in un bosco, in riva al mare, in montagna o in un parco migliora anche l’attività cerebrale, abbassando il livello di stress.

Un ultimo consiglio: dedicate del tempo ad imparare una nuova attività. Il cervello, contrariamente come si pensava un tempo, è un organo plastico, che possiamo modellare, ed impegnarlo in un nuovo compito è un buon modo per fargli fare una sana ginnastica potenziante. Ben venga dunque studiare una nuova lingua, per esempio, o iscriversi ad un corso di ballo oppure imparare a suonare uno strumento, per darvi qualche idea.

Seguite con costanza questi suggerimenti, imparando a nutrirvi correttamente e a dedicarvi a voi stessi con presenza ed amore: in questo modo sentirete che sarà possibile agire e pensare più libera-mente, proprio perché la mente è più libera, sgombra dalle tossine che appesantiscono azioni e pensieri.

 

L’alimentazione per chi pratica sport, amatoriale o agonistico, individuale o di squadra

27 giugno 2018

luca_speciani_espertoL’alimentazione è diventata una delle grandi tematiche anche per un buon allenamento dello sportivo, per saperne di più e dibatterne con una voce autorevole, il 30 settembre  all’interno del convegno Cibo Salute Felicità, il il Dott. Luca Speciani, responsabile medico nutrizionale della nazionale italiana di ultramaratona terrà un workshop dal titolo:

Alimentazione e integrazione dello sportivo nel quotidiano e sotto sforzo: miti e credenze”

Un incontro tecnico di grande interesse per chi pratichi sport.

I lavori scientifici degli ultimi 15 anni hanno completamente rivoluzionato il campo della dietologia, spostando l’interesse dalle calorie ai segnali metabolici in grado di governare non solo ingrassamento e dimagrimento, ma anche fenomeni importantissimi per chi fa sport come la muscolazione e la ritenzione idrica. L’esperienza di questi anni con la squadra nazionale di ultramaratona ha consentito di mettere in pratica molte di queste nuove conoscenze, con risultati importanti e notevoli passi avanti nella ricerca.
L’alimentazione quotidiana di chi pratichi sport, amatoriale o agonistico, di squadra o individuale, deve prevedere quantità adeguate di nutrienti e calorie, organizzandole in modo da essere un insieme coerente di stimoli adattativi allo sforzo espresso. Questo vale sia gli agonisti che per chi semplicemente vada al parco la domenica nel tentativo di smaltire un po’ di ciccia.

O i segnali ipotalamici sono corretti, oppure non si fa muscolo e non si dimagrisce: si può solo deperire seguendo la vecchia logica del conteggio delle calorie, ormai scientificamente obsoleta.

Luca Speciani, autore del  libro “Oltre l’alimentazione dello sportivo “, ce ne racconterà segreti e novità il 30 Settembre al Forum Monzani di Modena.

Per iscrizioni: http://www.cibosalutefelicita.it/catalogo-prodotti.html

Il programma completo della giornata lo trovi a questa pagina:  http://www.cibosalutefelicita.it/programma.html

La salute delle nostre ossa

22 maggio 2018

osteoporosi-cause-rimedi-naturaliDella salute di ossa e articolazioni se ne parlerà durante  il  Convegno CIBO SALUTE FELICITA del 30 Settembre a Modena.  La dott.ssa Michela Trevisan, biologa, specialista in scienza dell’alimentazione, ed autrice di numerosi libri sull’alimentazione naturale,  spiega che l’accrescimento osseo inizia dopo la nascita e procede poi durante tutta l’infanzia e l’adolescenza fino a raggiungere un picco attorno ai 25 anni, con differenze tra i sessi (i maschi raggiungono prima il cosiddetto picco osseo e possiedono una densità ossea maggiore rispetto alle femmine) e poi, a partire dai 40 anni, inizia lentamente a diminuire con un trend che si mantiene costante per il resto della vita.

Le scelte di vita che noi compiamo fin dall’ infanzia possono influenzare fino al 20-40% della densità ossea che avremo in fase adulta e si è visto come purtroppo  un numero sempre crescente di giovani tra i 13-25 anni abbia comportamenti poco salutari, quali il continuo consumo di “cibo spazzatura”, di bevande gassate e zuccherate, il “bivacco” davanti alla TV o al computer… è facile quindi capire come il 23% delle donne oltre 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni sia affetto da osteoporosi (dati di uno studio epidemiologico multicentrico nazionale, ESOPO).

L’osteoporosi, continua Michela Trevisan, non è una malattia vera e propria ma uno stato parafisiologico, ovvero di squilibrio dell’organismo.
Nelle popolazioni occidentali è un problema molto diffuso ed in continuo aumento sia per l’allungarsi della vita media (che aumenta le probabilità di manifestare questo disturbo) che per le abitudini alimentari errate.

Si tratta di un disequilibrio che dipende molto anche dalla sedentarietà estrema (ci sono molti sport estremi e forse ci si potrebbe includere anche la sedentarietà vista come pratica che mette a rischio la vita!) e altri fattori come anoressia nervosa, obesità, disordini del ciclo mestruale con riduzione della frequenza o periodi di amenorrea, uso di cortisonici, antiepilettici, eparina, anticoagulanti orali, diuretici dell’ansa, ma anche gli inibitori di pompa meglio noti come “antiacidi” diffusamente utilizzati nei disturbi gastrici.

Certamente alla base dell’alimentazione se l’introduzione di calcio non è adeguata il nostro osso non lo potrà ricevere,
ma è sufficiente puntare i riflettori solo sul calcio? Secondo la dott.ssa Michela Trevisan no, anzi, ci si deve concentrare di più su ben altri fattori. Iniziando da quelli che contribuiscono a sgretolare l’osso già formato.
Innanzitutto occorre verificare l’acidità! Un’alimentazione troppo ricca di proteine (non c’è una quantità generica, ma personale che va tarata in base a numerosi fattori), soprattutto se animali, cereali raffinati, poca frutta
e verdura, una vita sedentaria in ambienti poco ossigenati, diete squilibrate dove i vegetali non occupano il posto principale, sono tutti fattori che contribuiscono a creare nell’organismo una situazione di acidità che per ritrovare un equilibrio elimina le sostanze acide con le urine insieme a calcio e magnesio.
E quindi assumere calcio in una situazione di acidità è come voler riempire la vasca con lo scarico aperto: solo uno spreco di energie.
La dott.ssa Michela Trevisan,  al Convegno del 30 Settembre  parlerà ampiamente di quelle che sono le abitudine sbagliate che indeboliscono le nostre ossa e quelle che invece le rinforzano come ad esempio il movimento quotidiano svolto in modo non troppo intenso. Anche un recente studio scientifico (Kelley GA et al. Am Phys Med Rehabil 2001;80(1):65) ha dimostrato che “camminare per 30 minuti al giorno, tre giorni alla settimana, è in grado di aumentare la densità minerale ossea vertebrale dello 0,4%.

Spiegherà poi quelli che sono gli sport che maggiormente aiutano le nostre ossa e quelli invece che sono meno efficaci, illustrerà la giusta ed equilibrata alimentazione e le integrazioni eventualmente necessarie per avere ossa e articolazioni sane, e dispenserà anche qualche facile e gustosa ricetta salva ossa!… Vedi il programma

 

I pilastri della dieta anticancro – dott.ssa Debora Rasio

20 maggio 2018

debora-rasioLa Dott.ssa Debora Rasio, oncologa, nutrizionista e ricercatrice presso l’ Università  La Sapienza di Roma, sarà relatrice al Convegno del 30 Settembre a Modena  dal titolo Cibo Salute Felicità (vedi il programma), con un intervento dal titolo : I pilastri della dieta anticancro.

In una intervista rilasciata qualche tempo fa a https://www.veggiechannel.com/, la dott.ssa afferma che:

“(…) purtroppo i tumori sono in aumento: dal 1980 al 2000 c’è stato un raddoppio dei casi di tumori e le previsioni per il 2030 sono di un triplicarsi. In parte questo dato spaventoso è anche una buona notizia, lo è perché molti di questi tumori sono in aumento in quanto viviamo di più, dunque la longevità è aumentata. Purtroppo però se andiamo a guardare per esempio le tabelle d’incidenza dei bambini, scopriamo che nei bambini e negli adolescenti abbiamo un incremento del 1,5% /anno dei tumori. Allora dobbiamo cominciare a chiederci: cosa è successo e perché? Sicuramente la genetica non è cambiata in così pochi anni, i geni sono quelli di sempre. Quello che è cambiato è l’ambiente. Cosa nell’ambiente impatta in maniera così determinante, così forte il nostro rischio di sviluppare tumori?

Quello che viene a mancare è la presenza di alimenti in grado di aumentare la nostra vitalità. In verità non ci alimentiamo soltanto di carboidrati, proteine, grassi, vitamine, minerali, oligoelementi, esime, fitomolecole ma anche e sopratutto di luce, di fotoni. Quindi assorbiamo questa luce solare non solo attraverso la pelle con la produzione della vitamina D,  ma anche attraverso gli occhi (quindi attenzione a non portare sempre gli occhiali scuri altrimenti chiudiamo una porta d’ingresso di fotoni, quindi di particelle solari di energia). Ma l’altro modo d’assorbire energia solare è attraverso il cibo. Quindi frutta e verdura, le piante. Fanno questa cosa meravigliosa: di condensare la luce solare in una molecola di glucosio. E come lo fanno? Attraverso la fotosintesi clorofilliana. Questo è un procedimento per cui la pianta prende anidride carbonica (un nostro prodotto di scarto) e acqua e grazie alla energia di luce solare avviene una reazione chimica in cui parte di questa energia, di questi fotoni, viene condensata nella molecola di glucosio. Poi la pianta la modificherà a formare proteine e grassi, il risultato è la nutrizione per come la conosciamo noi. Quindi non dimentichiamo che quando mangiamo frutta e verdura fresca che ha preso la luce del sole, quindi non cresciuta in serra, quello che facciamo è ci nutriamo di energia solare: il primo elemento indispensabile per la vita del nostro pianeta”.

Molte persone con una diagnosi di tumore si sentono dire dal medico che possono mangiare quello che vogliono. Ma numerose evidenze scientifiche dimostrano che, in verità, quello che mangiamo può fare la differenza fra salute e malattia e che potremmo addirittura prevenire due terzi di tutti i tumori mangiando correttamente, evitando l’inattività fisica e astenendoci dal fumo.

Uno dei principali accusati e ritenuto responsabile dell’attuale pandemia di malattie anche tumorali è lo zucchero.

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto come limite massimo di zuccheri da consumare ogni giorno il 10% del fabbisogno calorico giornaliero, aggiungendo che sarebbe meglio scendere al di sotto del 5% delle calorie quotidiane, corrispondenti a circa 6 cucchiaini di zucchero per le donne e 9 cucchiaini per gli uomini, ( una lattina di bibita zuccherata contiene 10 cucchiaini di zucchero) anche se è stato ampiamente studiato che la somministrazione di zucchero al dosaggio corrispondente al 10% del fabbisogno calorico giornaliero stimola la crescita del tumore e delle sue metastasi.

Lo zucchero è aggiunto a sempre più prodotti: lo troviamo, infatti, non solo nei dolci e nei biscotti, ma anche nel pane, nelle fette biscottate, negli yogurt, nelle salse come il Ketchup e in molti alimenti precotti.

Non c’è da stupirsi, quindi, che nel III millennio, malattie croniche non trasmissibili strettamente dipendenti da un’errata alimentazione quali ipertensione, diabete, tumori e malattie neurodegenerative, siano così pervasive.

Intanto, mentre aspettiamo che l’industria si adegui alla richiesta sempre più diffusa di cibo sano, faremmo meglio a stare alla larga da tutto quello che i nostri antenati non riconoscerebbero come cibo.

Programma del Seminario “La Micoterapia in Medicina Integrata”

11 maggio 2018

Seminario di alta formazione  sull’ utilizzo dei composti naturali derivati dai funghi in Medicina Integrata. Interventi approfonditi ed esplicativi  di pratica clinica negli ambiti cardiovascolare e ginecologico con medici di eccellenza nelle rispettive aree di intervento.

Quando: Domenica 30 Settembre 2018 dalle ore 9.00 alle ore 17.00

Dove: Zanhotel Meeting Centergross , Via Saliceto, 8 –  Bentivoglio (BO)

Costo: 80 euro comprensivo del lunch. Per iscrizioni ENTRO il 10 Luglio 2018 sconto di 35 euro!

Per iscrizioni: http://www.360gradieventi.info/convegno-micoterapia-medicina-integrata/

Obiettivo: Informare i professionisti del settore salute mediante approfondimenti clinico-terapeutici su una nuova branca delle cure naturali che prevede l’uso di funghi e dei loro estratti: la Micoterapia. Questa disciplina ha tradizioni scritte millenarie ed al tempo stesso una solidità d’uso ospedaliero nei paesi asiatici (Giappone, Cina, Corea) ma anche in Russia, da oltre 50 anni. Tali applicazioni si stanno diffondendo rapidamente anche in occidente ma necessitano di indicazioni ed attenzioni specifiche che questo primo convegno-corso a livello nazionale intende fornire.

Programma:

 

ORE 9:00 – Dott. Marco Passerini Chimico e ricercatore, micologo, Master II liv. in Etnobiofarmacia ed utilizzo sostenibile della biodivesrità, Master II liv. in Fitoterapia applicata, docente esterno di Micoterpia al Master II liv di Fitoterapia applicata dell’Univ. di Siena

LA MICOTERAPIA TRA STORIA E SCIENZA

I funghi sono noti per i loro valori nutrizionali ed in termini moderni possono essere considerati alimenti funzionali che possono fornire importanti benefici per la salute.

C’è stato un recente aumento di interesse per i funghi non solo come alimento salutare ricco di proteine ma anche come fonte di composti biologicamente attivi da usare in medicina complementare.

L’uso dei funghi a scopo salutistico tocca molti ambiti della conoscenza scientifica tra cui: la micologia, l’ecologia, l’agronomia, la botanica, la chimica, la farmacologia, la medicina e non solo.

Verranno esposte le principali caratteristiche dei funghi come alimento e fonte di nutrienti importanti da fornire con la dieta.

Nell’ intervento verranno inoltre forniti cenni di ecologia e botanica fungina, ma anche cenni di etno-medicina fungina valutandone l’uso storico/tradizionale.

Verranno esaminati i meccanismi d’azione di alcuni importanti composti di derivazione fungina quali: alfa-glucani, beta-glucani, triterpenoidi e fenoli.

Verranno altresì fornite indicazioni sulle forme farmaceutiche ottenibili, cenni di orientamento sui prodotti in commercio oltre ad un inquadramento normativo sui funghi ed i prodotti utilizzabili.

 

ORE 11: 30 – Dott.ssa Monica Di Lupo, Medico Chirurgo, Specialista in Medicina dello Sport. Ecografista muscolo-scheletrico e terapeuta (mesoterapia, neuralterapia, elettroterapia, terapia della comunicazione neuro-psico-fisica e psico-somatica) esperta in micologia farmaceutica e Micoterapia, Omeopatia e Omotossicologia, Medicina Funzionale e Integrata, Oncologia Integrata:

MICOTERAPIA CLINICA NELLA PATOLOGIA CARDIO-VASCOLARE E METABOLICA.

L’interesse di questo approfondimento clinico-terapeutico è rivolto a stilizzare, con chiarezza e fondamento scientifico, la relazione esistente fra sistema immunitario, neuro- vegetativo, endocrino e metabolico, alla base della documentata e aggiornata fisiopatologia della patologia cardio-vascolare infiammatorio-cronica.

Tale relazione sarà spiegata mettendo in luce i punti d’intervento terapeutico, emersi attraverso le conoscenze del razionale scientifico dettato dalla Evidence Based Medicine della letteratura disponibile sui singoli funghi medicinali, e arricchendo l’approfondimento con riferimenti acquisiti della pratica clinico-diagnostica.

La finalità dell’aggiornamento vuole quindi mettere in luce una delle metodiche più utili e incisive per superare il riduzionismo della “terapia del sintomo”, ma anzi correggere, dove possibile, le basi fisiopatologiche ed epigenetiche che ci permetteranno di prevenire e trattare la degenerazione infiammatoria cronica della malattia cardiovascolare e della sindrome metabolica: la MICOTERAPIA CLINICA, applicata alla diagnostica di nuova generazione e al radio-imaging tradizionale.

 

ORE 15.30  – Dott.  Lillo Bruno Cerami, primario del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale di Scandiano (RE):

MICOTERAPIA CLINICA IN AMBITO GINECOLOGICO.

La micoterapia in associazione con altre sostanze per affrontare le patologie che ora sono solo sotto osservazione medica, perché non c’è una terapia medica ufficiale.

Speranza di cura che coinvolge il corpo e la mente, non solo un organo.

 

Segreteria organizzativa:

360GradiEventi srls 

338/6250217   –   348/5210031 – info@360gradieventi.info

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Segreteria scientifica:

email: info@goldenwave.pro  –  tel. 347-8165258

 

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